Buon compleanno Italia! Oggi è l'anniversario dell'unità, ma chi l'ha voluta veramente?

Oggi ricorre l’Anniversario dell’Unità d’Italia, infatti era il 17 marzo 1861 quando Vittorio Emanuele II, re di Sardegna, con l’atto normativo n.4671 assunse, per sé e per i suoi eredi, la carica di Re d’Italia. In questo articolo cercheremo di capire chi ha voluto l’Italia unita. Questa lunga storia, condensata in pochissime righe, avrà certamente parecchie imprecisioni, ce ne scusiamo. Prima di continuare, come sempre, non dimenticate di seguirci anche su Facebook e di ascoltare l'episodio 8 #cultura del nostro Podcast.


Perché proprio il 17 marzo 1861?


In realtà questa data è un po’ controversa per diverse ragioni. Una delle principali è che l’Italia nella sua interezza, più o meno come la vediamo oggi nella cartina, si delineò soltanto nel 1920, con l’annessione del Trentino-Alto Adige, mentre Il Veneto venne annesso nel 1866 e Roma nel 1870. Dunque, il 17 marzo 1861 è una data simbolica piuttosto che un dato storico sull’Italia unita in tutti i suoi territori.


Chi sono stati gli attori principali?

Sicuramente la nascita del Regno d’Italia non è stata solo il risultato di uno sentimento unito e patriottico di unità. Infatti, la cosiddetta “spedizione dei mille” di Garibaldi, per la conquista dei territori del sud in mano ai Borboni e del centro in mano allo Stato Pontificio, fu un’operazione militare piuttosto violenta. Dunque, chi volle veramente questa unità? Ci sono certamente tre attori principali, introduciamoli: Camillo Benso conte di Cavour, l’Inghilterra e Napoleone III.


Chi era Camillo Benso conte di Cavour?

Camillo Benso conte di Cavour fu un piemontese, ministro e primo ministro del Regno di Sardegna per ben 3 volte, prima di diventare primo ministro italiano. L’ambizione di Cavour era quella di creare uno stato esclusivamente nell’Alta Italia, sapendo che difficilmente la potenza imperiale francese avrebbe accettato un’espansione verso i territori dello Stato Pontificio. Cavour però seppe giocarsi bene le sue carte, infatti, accettando di partecipare alla guerra di Crimea a fianco dell’Inghilterra e della Francia e contro la Russia, creò un grande debito di gratitudine nei confronti del suo stato e dei Savoia. Il resto è storia nota, Cavour fu l’artefice politico dell’annessione dei territori della penisola al Regno di Sardegna. Non abbiamo usato la parola annessione casualmente, ci fu una guerra e non fu un’unificazione romantica e spontanea.


Il contributo di Napoleone Terzo

Il primo ministro del regno di Sardegna Cavour, sapeva che un’espansione territoriale sarebbe stata fattibile solo con l’aiuto della Francia di Napoleone III. Cavour ottenne questo sostegno toccando le corde giuste, ossia la creazione di uno stato italiano amico della Francia che avrebbe limitato l’influenza e la potenza dell’Austria, acerrima nemica della Francia nello scacchiere geo-politico europeo. Inoltre, Cavour promise a Napoleone III di preservare l’integrità dello Stato Pontificio, un fatto cruciale poiché Napoleone III contava molto sul sostegno politico dei cattolici in Francia. Cavour poté tessere questa rete di contatti con gli alti esponenti della Francia imperiale durante la spedizione bellica vincente in Crimea.

Si arrivò così all’accordo segreto di Plombières che prevedeva la partecipazione in guerra della Francia in caso di intervento dell’Austria e l’espansione dei Savoia ovunque sulla penisola ma senza infastidire lo Stato Pontificio. La Francia in cambio avrebbe ottenuto Nizza e la Savoia. Questo accordo venne sancito con un bel matrimonio combinato tra la figlia del Re Vittorio Emanuele II, Maria Clotilde, e un cugino di Napoleone III, Napoleone Giuseppe Carlo Bonaparte.


Cosa c’entra l’Inghilterra con l’unità d’Italia?

Sono numerosi i motivi che spinsero l’Inghilterra a favorire quest’operazione. Le banche inglesi, soprattutto Rothschild, avevano fatto tantissimo credito al Piemonte. L’economia dello stato piemontese riversava in condizioni disastrose e sicuramente essere la colonna portante di un nuovo regno avrebbe consentito al Piemonte di rinsaldare la sua posizione economica e rimborsare le banche inglesi. Inoltre, non bisogna dimenticare che la guerra d’indipendenza italiana fu condotta contro entità cattoliche come lo Stato Pontificio e Borboni (ma non ditelo alla Francia di Napoleone III) e l’Inghilterra era una nazione protestante fervente allora. In più, avere uno stato amico in una posizione strategica come quella del mediterraneo avrebbe messo l’Inghilterra in una posizione molto favorevole dal punto di vista geo-politico.


Dunque l'unità d'Italia fu un misto di abilità diplomatiche di Cavour, opportunismo geo-politico della Francia imperiale e intuizioni economiche dell'Inghilterra. Ma gli italiani in tutto ciò cosa pensavano? Questo sarà tema di un altro articolo.


FONTI

Enrico Fagnano, La storia dell'Italia unita

Francesco Barbagallo, La Questione Italiana. Il Nord e il Sud dal 1860 a oggi, Editori Laterza

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